Skip to main content

Ogni giorno, un CEO prende decisioni che spostano capitali e destini. Ma ti sei mai chiesto come la tua mente arriva a quella decisione? Qual è il processo meccanico che trasforma il caos dei dati in un “Sì” o un “No”?

Negli anni ’50, George Kelly, il padre della Psicologia dei Costrutti Personali (la mia scuola di pensiero clinico), ha codificato questo processo in un modello elegante chiamato Ciclo CPC. C.P.C. sta per: Circospezione, Preazione, Controllo.

Nel mio lavoro di Executive Coaching, uso questo modello come una mappa diagnostica. Quando vedo un manager bloccato (“Analysis Paralysis”) o un imprenditore troppo impulsivo, so esattamente in quale fase del ciclo si è inceppato il suo cervello. E so come sbloccarlo.

Ecco come funziona il motore decisionale della tua mente e come puoi ottimizzarlo per non sbagliare un colpo.

Fase 1: Circospezione (Il Radar)

Questa è la fase dell’apertura. È il Brainstorming neurale. Di fronte a un problema (es. “Dobbiamo espanderci all’estero?”), la mente in Circospezione apre tutte le porte. Considera le alternative in modo proposizionale (“Potremmo fare X, ma anche Y, o forse Z…”).

L’Errore del Manager: Molti leader saltano questa fase per fretta. Vanno dritti alla soluzione abituale. Il Sintomo: Decisioni povere, banali, ripetitive. La Soluzione: In questa fase, vieta il giudizio. Devi essere un esploratore. Raccogli dati, ascolta opinioni divergenti. La Circospezione è l’antidoto alla cecità strategica.

Fase 2: Preazione (Il Cecchino)

Qui avviene la magia (e spesso il disastro). Il termine tecnico è “Preazione” (dall’inglese Preemption). Significa “tagliare fuori”. Dopo aver guardato tutto (Circospezione), devi scegliere quale variabile conta davvero. Devi restringere il campo. Non puoi gestire 100 variabili. Devi dire: “Ok, abbiamo visto tutto, ma la questione cruciale qui è solo una: il Margine Operativo”. La Preazione è l’atto di focalizzare l’attenzione su un singolo costrutto critico, escludendo il resto.

L’Errore del Manager: L’eterno indeciso. Colui che rimane in Circospezione per sempre, continuando ad accumulare dati senza mai stringere il cerchio. Il Sintomo: Riunioni fiume che finiscono con “ci riaggiorniamo”. Paralisi. La Soluzione: Devi avere il coraggio di semplificare. Scegliere significa scartare. Un CEO che non sa fare Preazione è un CEO che affoga nei dettagli.

Fase 3: Controllo (L’Esecuzione)

Una volta selezionato il campo di battaglia (Preazione), scatta il Controllo. È la scelta finale. È l’azione. È la firma sul contratto. In questa fase, la mente non è più aperta (come nella Circospezione). È chiusa e direttiva. Si assume il rischio e si cerca di controllare l’esito attraverso l’azione.

L’Errore del Manager: L’impulsivo. Colui che passa direttamente all’azione (Controllo) senza aver fatto Circospezione (analisi) e senza una corretta Preazione (focus). Il Sintomo: “Fire and forget”. Decisioni rischiose, ripensamenti continui, team stressato che deve correre dietro alle intuizioni momentanee del capo.

Come diagnosticare il tuo stile decisionale

Nel modello Human People Capital, analizziamo il tuo stile di leadership basandoci su dove ti blocchi nel ciclo CPC:

  1. Il CEO Amletico: Ottima Circospezione, pessima Preazione. Vede tutte le sfumature, ma non sa scegliere la priorità. Rischia di perdere il Time to Market. Cura: Training sulla gestione del rischio e sulla sintesi.

  2. Il CEO Cowboy: Salta Circospezione e Preazione. Va dritto al Controllo. “Si fa così perché lo dico io”. Cura: Training sull’ascolto attivo e sulla valutazione delle conseguenze sistemiche.

  3. Il CEO Burocrate: Si blocca nella Preazione. Categorizza tutto, crea procedure rigide, ma non agisce mai davvero (Controllo) o non innova mai (Circospezione). Cura: Training sulla flessibilità cognitiva e sull’innovazione.

Conclusione: Il Ritmo del Successo

Una decisione sana è una danza a tre tempi.

  1. Apro (Guardo tutto).

  2. Stringo (Scelgo cosa conta).

  3. Agisco (Decido e controllo).

Se salti un passaggio, inciampi. Se ti fermi troppo su un passaggio, la musica finisce. L’eccellenza decisionale non è fortuna. È la capacità di percorrere questo ciclo con fluidità e velocità, migliaia di volte al giorno.